Chitarristi, i miei.

Perché un articolo di questo tipo? Suono la chitarra. Non nel senso che la picchio. La suono proprio. Nel mio piccolo, nel mio medio. Perché sono un nessuno, ma fortunato. Ho avuto l’enorme culo di poter suonare un bel po’. Davanti a uno, nessuno, centomila (centomila no, ma le migliaia le ho viste!). Tra coverband e musical (Jesus Christ Superstar, Grease, Forza Venite Gente per dirne alcuni) mi son tolto soddisfazioni.

Vabè cos’è suonare…?

Per me è uno dei tanti modi per dire, o per dirmi, che esisto. Bene o male, ma esisto. E lo capisco attraverso quel passaggio che mi è venuto bene, attraverso la stecca, attraverso il pubblico che gradisce o meno. Fortuna vuole che abbia sempre incontrato gente che, nella peggiore delle ipotesi, piuttosto che darmi del pirla ha preferito non dir niente 🙂

E’ uno scambio tra te e lo strumento in primis, e tra te e le persone poi. Ecco l’unico caso in cui lo scambio proprio non esiste è il classico invito a suonare al classico falò. Non ci andate con la chitarra se volete combinare qualcosa, suonerete e basta mentre tutti gli altri limonano. Storia già sentita? Ecco rileggetevela di nuovo, che non guasta.

I chitarristi

Molto bene, veniamo al nocciolo del post. Qui vorrei elencare, con motivazione annessa, alcuni chitarristi che mi hanno ispirato. Non è assolutamente un elenco dei più bravi, neanche secondo me. Ci sono miliardi di chitarristi strafighi, con tecniche migliori, ma quelli che mi hanno fatto ingolosire e mi hanno spinto ad imparare a suonare la chitarra,a migliorarmi etc etc sono questi. Quindi, ve lo dico anche in pentatonica se volete, “non rompete i coglioni grazie” li conosco pure io Satriani, Vai, BB King, Clapton, Blackmore, Gillmour, Oldfield, Hendrix, Buckingham, Atkins,  etc etc etc… e mi piacciono pure loro.

Brian May

Troppo facile riconoscerlo come uno dei “most underrated ever”. Forse ha avuto la “sfortuna” di suonare in un gruppo talmente mastodontico che i più non sono in grado di andare oltre l’accecamento istrionico di Freddie. O forse è troppo scontato riconoscerlo come un genio? Andate ad ascoltarvi (specie) i dischi dei Queen degli anni ’70. Provate a contare quante tracce di chitarra sono state incise, sempre che riusciate a distinguerle dagli archi o da qualche strumento a fiato. Dal secondo album, per tutti gli anni ’70 i Queen hanno dovuto specificare “no synths” nei credits, visto che neanche gli addetti al settore ci arrivavano a capire che eran tutte chitarre. Se non avete capito di cosa sto parlando la nostra conversazione finisce qui.

Con questo video provo a darvi un aiutino. Se siete al punto di prima, andate a suonare l’organo a Baggio*.

Mark Knopfler

Difficile non riconoscere il suo “finger picking” ovvero quel modo di suonare con tre dita della mano destra, mutuato dai chitarristi country del secolo scorso, tipo Chet Atkins, con la differenza che Knopfler non utilizza il plettro al pollice ma mantiene tutte le dita libere. Pare gli dessero noia i plettri che continuava a perdere… mah. I plettri in ogni caso in studio li ha usati eccome, ma tutti se lo ricordano per la particolarità appena detta della mano destra. E per qualche capolavoro qua e là, tipo Sultans Of Swing, Tunnel Of Love, Romeo and Juliet, Brothers in Arms, per citare al solito i più famosi.

Brad Paisley

Mi è sempre piaciuto il country, ma il mio modello di country era John Denver (quindi diciamo pure che mi è sempre piaciuto il western). Ho conosciuto questo signore grazie al film Cars della Pixar, perché un suo pezzo “Find Yourself” era contenuto nella soundtrack, e che soundtrack… con James Taylor, Chuck Berry, Sheryl Crow. Find Yourself è una classica ballata, il solo mi aveva particolarmente colpito per timbro, melodia etc così decisi di andare a sentire altro di questo signore. Ora ho tutti i dischi di Brad Paisley, vi lascio con un brano, The Nervous Breakdown che (non dite che non vi ho avvisati) potrebbe farvi venir voglia di appendere definitivamente la chitarra al chiodo. O potrebbe causarvi disfunzione erettile, dipende da quanto male vi prende.

Sonny Landreth

Signori, il mago dello slide e di altre tecniche astruse che non saprei come chiamare non si può spiegare, va visto ed ascoltato. Eccolo.

Keith Scott

La maggior parte dirà “chi?” e forse con ragione. Keith praticamente si può dire che non vanti una annotablie carriera solista, ma rappresenta probabilmente uno dei contributi migliori al successo di Bryan Adams. Artisticamente parlando è la sua esatta metà, se vi capiterà di vedere un concerto di Bryan Adams (io all’attivo ne ho 3) lo vedrete sempre al suo pari e non dietro col resto della band. E’ un chitarrista rock classico (che non so cosa voglia dire) mi piace il suo modo di suonare e di stare sul palco.

Ecco non essendoci materiale decente in giro sul tubo vi faccio vedere un video di Bryan Adams, questo è Hearts On Fire, uno dei miei brani preferiti.

Paul Gilbert

Non ho mai sbavato per gli “shredders” ma ad un certo punto mi son detto che qualcosa da questa gente, sicuramente, la posso imparare. Se non altro come studio, palestra… o per tirarmela durante un live, perché no? Paul Gilbert lo preferisco ai suoi colleghi come Vai, Satriani etc perché rientra di più nella mia dimensione di chitarrista di un gruppo, non solista. Ovvero PG mi piace perché mette al servizio il talento per un gruppo. Fateci caso, vedere i sopra citati suonare in gruppi fa un po’ strano, a voi no? Vai nei Whitesnake sembrava fare spettacolo a parte. Satriani coi Deep Purple meglio, ma faceva sempre strano.

Poi parlando di talento e bagaglio tecnico… beh qui siamo di fronte a un vero nerd della chitarra, penso sia in grado di suonare anche i fili dell’alta tensione.

Nel video potete godervi Green Tinted Sixties Mind, brano che ha scritto per i Mr Big, gruppo nel quale ha militato principalmente.

Reb Beach

Un altro smanettone come il precedente… eh sì. L’ho conosciuto tardi sinceramente, in occasione del concerto dei Whitesnake dal quale è preso il video qui sotto. La sua versione del solo di Here I Go Again mi ha lasciato letteralmente basito, e sono andato a cercarmi qualche video qua e là. Ho notato come, a dispetto di molti chitarristi del suo stile, utilizzi poco o nulla il mignolo della mano sinistra (sacrilegioooo!!!). Come me, quindi mi è diventato subito simpatico. Ma ciò non gli impedisce di fare cose mirabolanti, per questo per me è di grande ispirazione. Usare il tapping per sopperire a un dito è una genialata. E ad ogni modo, credetemi, la musicalità di questo individuo ce l’hanno davvero in pochi.

…ci sono anch’io!

Ma sì, dopo tanta bellezza è giusto tornare sulla terra. Ma è inutile sfoggiare falsa modestia, è solo un modo per mentire. Se l’ho postato a suo tempo su Youtube è perché sto video mi piace. E’ un solo mezzo studiato (inizio e fine giusto per inziare e finire insieme agli altri) e mezzo improvvisato… non perché abbia doti particolari di improvvisazione, ma perché semplicemente quella sera mi prendeva bene.

nota* “Suonare l’organo a Baggio” è un fine insulto delle mie parti. Baggio è un comune, ormai quartiere, di Milano. Storicamente nella chiesa locale era presente un organo dipinto, da qui l’invito ad andarlo a suonare. Magari oggi un organo vero c’è, non ne ho idea.

Se non puoi farne a meno, lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...