Necrofilia musicale

E’ da tanto tempo che, mi viene da dire, non solo a me in verità, che la musica di oggi fa schifo. Che suona un po’ come dire che la gioventù di oggi è tutta rammollita, che non ci sono più le mezze stagioni, che, che, che.

Prima di scrivere questo pensiero ci ho pensato un po’. (Ci potevi pensare ancora un po’ di più! – vero).

E’ vero che tutti, e io non mi distacco dalla massa, hanno la tendenza a ricordare con nostalgia tutto quello che riguarda il loro passato, specie i ricordi da bambini. Sono nato nel 1980 e, per esempio, se mi fate bere qualche birra di troppo, posso tranquillamente affermare che “Faccia da Pirla” (o “Pirla Dance”) di Charlie, per quanto trash, era del signor trash!

Si proprio questa…

Quindi accetterò tra vent’anni che qualche ragazzino d’oggi possa farsi scendere una lacrima al ricordo di, che ne so, Emma Marrone. Purché non sia mio figlio, ovvio.

“Capiamo dove vuoi arrivare, ma te parli di musica commerciale, lo schifo che senti te lo fanno sentire a forza, si vede che non conosci questo e quell’artista inculato… la gente brava c’è ancora, sei te che non la conosci”.

Certo che c’è. Certo che la conosco, fortunatamente. Ma una volta, o meglio quando ero piccolo io, il così tanto schifato mondo del commerciale non era così schifoso. Insomma la gente che andava di moda, o che “quelli là” decidevano che dovesse andare di moda, come diceva quella vecchia stronza de Il Diavolo veste Prada, aveva ben altro spessore. Una volta andava l’hair-metal, ti trovavi gli Europe in televisione, il primo Bonjovi… cambiando genere, i Queen per quanto siano riusciti a cagar fuori un disco come Hot Space erano pur sempre i Queen.. e poi di nomi ce ne sono a strafottere. C’era Bowie, c’erano i Dire Straits, Bryan Adams… e chissà quanti altri potrei citare, ma non sono un’enciclopedia, che hanno lasciato davvero qualcosa di grande o solamente di “significativo” in qualche modo (non cito ovviamente gente grandissima ma che aveva già smesso quando non ero ancora nato).

Sarà che le note sono 7, anzi 12, e le migliori combinazioni possibili sono state scelte tutte, più o meno, da tutta sta gente.

Vabè arriviamo al dunque, avevo iniziato a scrivere questo articolo dopo la morte di Lou Reed, non uno di quelli che seguivo particolarmente, devo dire… è rimasto dimenticato lì tra le bozze, e l’ho visto e ripreso adesso, poco dopo quella di Bowie. Ed i miei gusti son sempre più sintonizzati su gente che non c’è più.
Dove voglio arrivare? Musicalmente parlando mi sento un po’ necrofilo. Ma, non so perché, la cosa non mi turba.

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